martedì 6 aprile 2010

Assomineraria denuncia



Il paese dove le risorse minerarie sono nulle (l'Italia) si riscopre pieno di petrolio. I giacimenti sfruttabili sarebbero ben 57 concentrati in Emilia Romagna, Abruzzo e Basilicata. Lo sfruttamento di tali giacimenti porterebbe all'occupazione di 34 000 persone, senza contare i posti che creerebbe l'indotto.
Lo stato, dalle royalties, potrebbe guadagnare 2,5 miliardi di dollari in 5 anni.
Visti i tempi io non ci sputerei sopra. Sono uno che sostiene le energie rinnovabili, di cui il nostro paese é ricco.
Nel frattempo, però, si potrebbe ridurre il peso delle importazioni petrolifere sfruttando il nostro petrolio.
Mi sembra ovvio che tutti preferiremmo campi sterminati di pascoli o boschi o campi coltivati, ma guardiamoci un attimo in faccia: in questo paese nessuno ha un lavoro, i soldi scarseggiano e la popolazione non ha competenze. Imparare un lavoro nell'energia vorrebbe dire che in un futuro, tramite corsi di formazione, la gente che ha lavorato nel petrolio potrebbe riciclarsi nelle rinnovabili e tutti possiamo immaginare di quanto bisogno avrà il mondo di energia nel futuro.
Mi chiedo quindi se ha un senso la protezione maniacale del territorio anche quando in realtà il suo sfruttamento può creare enormi ricchezze e risolvere annosi problemi.
Del resto non é che dovremmo avere trivelle ogni 5 metri, ma solo nei siti predestinati. Perché non farlo? La California é uno stato bellissimo e con un patrimonio naturalistico enorme, ma é anche un grossissimo produttore petrolifero. Ed é ricco.

4 commenti:

  1. E sa quante sono le royalties - cioe' i soldi che Assomineraria e compagni devono versare allo stato italiano per estrarre petrolio? Il 4% degli introiti per le estrazioni a mare, il 10% per le estrazioni a terra, e se estrai al di sotto di un certo limite, non si paga niente.

    Per cui ne guadagna Assomineraria, ma non l'Italia, con tassi cosi' bassi.

    Chi controlla e' lo stesso ente estrattore. Per cui "autocertificano" e pagano o non pagano in base alle proprie dichiarazioni!

    Per contro, in Libia le royalties sono del 90%. In Norvegia (dove trivellano in mare aperto ad almeno 50km dalla riva) sono dell'80%.

    Infine, qui un comunicato a nome di Exxon Mobil, Chevron, British Petroleum e tutte le altre ditte petrolifere californiane sul fatto che le estrazioni petrolfiere causano la comparsa del cancro, problemi riproduttivi e difetti alla nascita.

    E' lo stato della California che li ha obbligati a rendere queste dichiarazioni pubbliche

    http://dorsogna.blogspot.com/2009/11/un-messaggio-dallo-stato-della.html

    Io non conosco nessuno che vada a fare le vacanze al mare in Texas a vedere i pozzi di petrolio.

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  2. Sono Californiana. La California non trivella piu' nuovi giacimenti da vari decenni a questa parte, e tutte le concessioni petrolifere attive sono vecchie di molti anni e per lo piu' rimanenze degli anni 1920 o 1930.

    In mare non sono state piu' costruite piattaforme petrolifere dal 1969, quando una di queste esplose al largo di Santa Barbara, causando un forte risentimento contro l'industria petrolfiera che dura tuttoggi.

    Mi creda, la ricchezza di questo stato si fonda su ben altro che sul petrolio, e si basa su una fortissima protezione dell'ambiente - oltre che da uno spirito creativo e lungimirante.

    L'industria turistica fa incassare 23 miliardi di dollari l'anno. E proprio per protezione ambientale, esiste su tutta la costiera pacifica il divieto di trivellare a 160km dalla costa.

    In Italia, per contro non esiste alcun limite e ciascuno puo' fare quel che gli pare.

    Cosi' Assomineraria e ENI decidono di volere trivelare Abruzzo, Puglia, Marche, ERomagna, Sicilia e Sardegna anche a 5 km dalla riva, in un mare dai fondali bassi e dove tutto l'inquinamento tende ad aggregare a riva piuttosto che delfuire al largo.

    Si vuole trivellare Pantelleria, le isole Egadi, le isole tremiti, le colline del Montepulciano d' Abruzzo, i parchi nazionali, le spiaggie del Gargano, addirittura Venezia, dove tutti gli studi indipendenti (non pagati da ENI) mostrano il chiaro rischio di subsidenza del terreno.

    Assomineraria fa il suo lavoro - cioe' di propagandare la necessita' di trivellare l'Italia. Ma la realta' e' ben diversa, e le assicuro che trivellare l'Italia in lungo ed in largo non portera' a nulla di buono perche' non siamo il deserto qui.

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  3. Non e' vero che l'Italia ha enormi riserve di petrolio. Il piu grande giacimento d'Europa e' la Basilicata, dove gia si trivella su larga scala da 15 anni. Questo giacimento offre solo il 7% dell'intero fabbisogno nazionale.

    Il prezzo che la basilicata ha pagato e' immenso: disoccuopazione (altro che indotto!), produzione viticinicola e agricola dimezzata, emigrazione, aumento di tumori, e qualita' della vita peggiorata. L'ENI e' sotto processo per inquinamento ambientale in Basilicata. Hanno trovato petrolio dentro il miele. I campi di fagioli e di mele sono impraticabili. Trivellano vicino agli ospedali. Le falde idriche sono state inquinate.

    Basta chiedere a qualcunque abitante della Val d'Agri se ne e' valsa la pena.

    Per di piu' il petrolio italiano e' di qualita' scadente - ricco di impurita' sulfuree, e altamente inquinante nella fase di raffinazione ed estrazione.

    Le leggi italiane per le emissioni dei prodotti di scarto sono fra le piu' blande al mondo - l'OMS raccomanda 0.005ppm di idrogeno solforato, e l'Italia consente 30ppm all'industria petrolchimica ed estrattiva.

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  4. Mi fido di tutto quello che dici, ne saprai sicuramente più di me. Tra l'altro avevo il dubbio che il petrolio italiano fosse impuro, come quello cubano e che costasse molto raffinarlo.
    Che volessero trivellare vicino Venezia non lo sapevo, ma é ovvio che é da pazzi.
    In ogni caso, in generale, mi chiedevo fosse la scelta più intelligente lasciar perdere lo sfruttamento di una risorsa che purtroppo ancora oggi é così importante per l'economia. Ovviamente, però, secondo i metodi norvegesi, non italiani.
    Detto questo la mia più profonda convinzione rimane che se riuscissimo tutti a muoverci grazie a sole, vento, maree, idrogeno e compagnia bella, ne guadagnaremo tutti.
    Grazie per le molte informazioni!

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