lunedì 12 aprile 2010

Al Faw porto italiano


Vi siete mai chiesti perché l'Italia abbia partecipato alla guerra in Iraq?
Si, ok, Saddam era una merda e su questo non ci piove.
E no, non aveva armi di distruzione di massa, tant'é che in 9 anni ancora nessuno le ha trovate.
Pensavate avessimo partecipato perché alleati dell'America? In minima parte é così.
Perché avevamo interessi immensi in Iraq? No, mi spiace, quelli erano di più i francesi, noi siamo sempre stati più presenti in Iran. 
Quindi in realtà era proprio perché di interessi nella zona ne avevamo pochi.
Eravamo in gara da anni per poter sfruttare il pozzo di petrolio sotto Nassyria, ma il governo non ce lo dava, così quando i nostri soldati sono andati in Iraq, dove li hanno piazzati? Ecco...
Ora si tratta di ricostruire il paese anche se onestamente, prima io proporrei di riappacificarlo, ma del resto io non sono un politico né uno specialista di relazioni internazionali.
Comunque noi italiani siamo stati una delle forze più presenti in Iraq ed é forse (forse?) per questo che se normalmente non saremmo mai stati calcolati a riguardo, invece ora una azienda veronese si é aggiudicata la progettazione del porto iracheno di Al Faw.
Non é una cosa da poco: l'Iraq non ha che un minuscolo sbocco al mare  intorno alla foce dello Shatt al Arab, cioé dove si uniscono Tigri ed Eufrate e lì c'é un posto abbastanza piccolo che può avere il suo porto sul mare: si tratta di Al Faw. Il porto di Bassora, in effetti, ormai é diventato troppo interno e non molto agibile dalle petroliere.
Nonostante il petrolio iracheno venga per la maggior parte dalla piana della Mesopotamia e soprattutto dal Kurdistan, l'esistenza di un porto petrolifero diventa essenziale per l'esportazione del prodotto. Nonostante, anche, l'esistenza di oleodotti.
Capito ora perché siamo rimasti tanto in Iraq? Però io che ci guadagno?Voglio dire, l'azienda veronese é statale o PRIVATA?

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